La bellezza femminile nell’antico Egitto

Il carisma di Cleopatra, la bellezza di Nefertiti, il fascino di Nefertari: forse non tutte lo sanno, ma il nostro canone di bellezza è per molta parte influenzato dall’antico Egitto, civiltà che sullo scenario del Nilo ha visto, millenni fa, alcune delle donne più belle e affascinanti della storia.

La moda di allora non era poi così diversa dalla nostra… Ma come si vestiva, truccava e profumava una donna egizia?

La donna egizia

Anzitutto, cosa significava essere donna nell’antico Egitto? Nell’arte egizia sono numerosi gli esempi in cui la donna è rappresentata di dimensioni inferiori rispetto al marito, se non proprio in ginocchio e stretta alla gamba di lui. Ciò, tuttavia, non significa che il gentil sesso fosse considerato inferiore all’uomo, anzi la donna egizia aveva diritti legali e proprietà che la tutelavano. È vero che pochissime donne imparavano a leggere e a scrivere, ma ad esse venivano insegnate altre attività. Per molte il matrimonio restava l’evento più importante della vita. La maggior parte delle unioni matrimoniali erano un’alleanza di proprietà tra le rispettive famiglie, e sui beni o sulle terre che portava in dote la sposa deteneva pieni diritti. Con il matrimonio, inoltre, essa prendeva il titolo di ʻsignora della casaʼ e come tale sovrintendeva a tutti i lavori domestici dei servi e delle ancelle.

Abbigliamento

Le immagini e i resti degli abiti femminili ci permettono di conoscere molte cose sull’abbigliamento delle donne nell’antico Egitto. I vestiti erano realizzati in lino di varie qualità, plissettati e solitamente bianchi oppure tinti di arancio, giallo o verde. L’abito, quando non tessuto in un pezzo unico, era sostenuto da bretelle, anch’esse di lino. Talvolta sul vestito venivano indossate reti a grani, che avevano uno scopo sia estetico che funzionale: da una parte decoravano e impreziosivano l’abito, dall’altra i grani impedivano che il lino, strofinandosi, si consumasse.

Gioielli e profumi

Ogni donna dell’antico Egitto indossava gioielli. Esisteva già la bigiotteria (i monili più economici erano realizzati in un materiale lucido e appariscente) ma le donne ricche portavano gioielli d’oro e di pietre semipreziose. Bracciali, cavigliere, collane e diademi di fior di loto erano molto di moda. Le donne indossavano anche parrucche, come simbolo del proprio status sociale. Erano realizzate con capelli veri e talvolta vi si attaccava un elegante cono profumato. Questo cono, fatto di grasso animale ed essenza di giglio o di loto, si scioglieva lentamente, scendendo lungo la parrucca ed emanando una delicata fragranza.

Il make up nell’antico Egitto

E il make up? Tavolozze di ardesia erano utilizzate per polverizzare i minerali e ottenere così il trucco per gli occhi, che veniva poi conservato in tubetti decorati. I colori più gettonati tra le donne erano il nero e il verde, entrambi simboli, nell’antico Egitto, di fertilità e rinascita dopo la morte. Dall’ocra e dall’henné si ottenevano invece i pigmenti per gli zigomi e le labbra. Venivano applicati con piccoli cucchiai di forme diverse: ne sono stati ritrovati in foggia di bouquet di fiori o di anatre, pesci, sciacalli e altri animali colti in atteggiamenti teneri o divertenti.

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