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La storia del Novecento è caratterizzata dalla moltiplicazione e dalla trasformazione delle basi documentali che, accanto alle testimonianze tradizionali, comprendono oggi nuove fonti (i segni, i documenti letterari e artistici, i luoghi e i mezzi di produzione della mentalità, ecc.) per orientarsi a tutto tondo sull’umanità e sul complesso dell’esperienza quotidiana. Nuove testimonianze che contribuiscono a rendere più vivo e appassionato il racconto della storia alimentando saperi, trasmettendo conoscenza, confrontandosi con le variegate e potenti forme di mediazione adottate dai mezzi di comunicazione di massa.
Come ha messo in evidenza la letteratura storiografica degli ultimi decenni, la storia del Lazio nel Novecento - o, meglio, del territorio attualmente compreso nell’entità politico-amministrativa del Lazio - pur fortemente condizionata dalla presenza della Capitale, si può articolare nelle diverse aree territoriali, le quali conservano una propria identità, un proprio spessore storico. Interpretare queste specificità locali non significa però rifugiarsi in forme di eruditismo, piuttosto procedere a una analisi che non perda mai di vista il nesso locale/nazionale/internazionale, unica via per garantire una storia regionale matura.
D’altra parte, il lavoro di ricerca e di studio compiuto per realizzare il prodotto multimediale, ha rilevato in forma eclatante i ritardi che caratterizzano la storiografia sul Lazio: nonostante la consistente bibliografia, che viene riportata in modo pressoché esaustivo, numerosi aspetti storici e/o larghe aree territoriali non sono stati mai trattati o lo sono stati in modo largamente inadeguato. Veri e propri vuoti storiografici che hanno pesato in modo significativo nella realizzazione del prodotto e ai quali non si può supplire nell’ambito di una operazione di tipo eminentemente comunicativo, mirata cioè alla trasmissione di conoscenze organizzate. Ciononostante, siamo convinti che il nostro tentativo di raccontare “storie mai scritte”, rappresenti anche un contributo alla individuazione di problematiche e, non di rado, alla delineazione di chiavi interpretative che potranno risultare utili alla ricerca scientifica.
Un discorso analogo, e in parte conseguente, vale per la disponibilità del materiale documentale sul Lazio contemporaneo. Se la fisiologica esplosione documentale della società di massa e della comunicazione propone nuove opportunità, l’assenza di una politica sistematica e continuativa di ricerca, acquisizione, conservazione e valorizzazione ha rappresentato un limite importante alla realizzazione del percorso multimediale. Le nostre ricerche hanno infatti evidenziato la relativa esiguità, l’assoluta dispersione, nonché la prevalente inaccessibilità di quel patrimonio documentale.
Non per questo è prevalso lo sconforto, piuttosto si è ancor più radicata la convinzione, propria del Consorzio Baicr – sistema cultura e della sua linea di attività “Novecento italiano”, della necessità di instaurare o rafforzare un circuito sempre più reciproco e virtuoso tra la ricerca scientifica, le infrastrutture della conoscenza (Istituti, biblioteche, archivi…) e il momento di trasmissione e di socializzazione dei risultati. Una necessità che oggi, nell’epoca digitale che annulla la differenziazione dei canali di comunicazione, diventa un obbligo e una responsabilità civica.
Nella realizzazione del prodotto multimediale si è dunque preso le mosse da questi intenti programmatici, che ne rappresentano anche il valore scientifico, ma si e operata una forte mediazione comunicativa che, evitando gli specialismi accademici e settoriali, si pone l’obiettivo di raggiungere un largo pubblico.
Il lavoro di ricerca e di documentazione si è avvalso della consulenza di un gruppo di Garanti, coordinati da Giancarlo Monina (Baicr; Fondazione Lelio e Lisli Basso e Università Roma Tre), esperti della materia e rappresentativi delle diverse istituzioni della regione coinvolte: Agostino Attanasio (Direttore Archivi di Stato di Latina), Michele Colucci (Università della Tuscia), Madel Crasta (Segretario Generale BAICR – sistema cultura), Marco De Nicolò (Laboratorio di Storia regionale; Università di Cassino), Umberto Gentiloni Silveri (Presidente Istituto Romano per la Storia dal Fascismo alla Resistenza; Università di Teramo), Andrea Granelli (Tecnologo, consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Roberto Gualtieri (Vicedirettore Fondazione Istituto Gramsci; Università di Roma “La Sapienza”), Leonardo Musci (Coordinatore Archivi del Novecento), Flavia Nardelli (Segretario Generale Istituto Luigi Sturzo), Giuseppe Parlato (Vicepresidente Fondazione Ugo Spirito; Università di Roma S. Pio V), Franco Salvatori (Presidente Società geografica italiana; Università di Roma “Tor Vergata”), Lucia Zannino (Segretario Generale Fondazione Lelio e Lisli Basso).
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